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Libra, la nuova valuta digitale e globale di Facebook


Creare una valuta globale e un’infrastruttura finanziaria accessibile a miliardi di persone: con quest’ambiziosa mission si apre il whitepaper con cui Facebook presenta il progetto Libra, una nuova criptovaluta di Libra Council, associazione di società e imprenditori che comprende Facebook, PayPal, eBay, Mastercard, Visa, Vodafone, Uber e tanti altri. Realtà molto differenti tra loro, ma accomunate da un unico obiettivo: creare una nuova moneta digitale accessibile globalmente.

Il 50% delle persone nel mondo, spiega il comunicato stampa d’annuncio, non hanno accesso ai servizi finanziari, anche quelli più base come un conto in banca; a causa di questa esclusione, circa il 70% delle piccole imprese nelle nazioni in via di sviluppo non dispongono di meccanismi di credito e i migranti perdono 25 miliardi di dollari in commissioni per gli invii di denaro.

Libra punta a cambiare questa situazione e a rivoluzionare il mondo dei pagamenti con un sistema semplice, accessibile e immediato basato su una nuova criptovaluta; a differenza di altri sistemi monetari digitali come i BitCoin, si tratterà di una stablecoin, ovvero sarà ancorata a valute nazionali, asset finanziari e titoli a debito a breve tempo che creano valore intrinseco e la proteggono da fluttuazioni improvvise.

Fin dal suo lancio, previsto per il 2020, Libra potrà essere trasferita tra smartphone con la stessa facilità con cui si invia un messaggio e con costi minimi, se non addirittura nulli, attraverso Calibra, un portafoglio digitale disponibile per WhatsApp (1,6 miliardi di utilizzatori nel mondo), Messenger (1,3 miliardi) e come app a sé stante.

Non solo online però: Libra potrà essere utilizzata per i pagamenti nei negozi reali, eliminando per i negozianti le commissioni bancarie dei tradizionali circuiti di pagamento e promuovendo così la nuova criptovaluta, specie per le microtransazioni.

La sicurezza delle operazioni verrà garantita dal meccanismo blockchain di Libra, che creerà un ecosistema globale scalabile, efficiente e adattivo, e dagli stessi processi antifrode impiegati da banche e carte di credito.

A ulteriore garanzia di Libra subentra l’associazione stessa, i cui membri forniscono il capitale e il know-how per:

  • supportare la nascita di questa nuova valuta: ogni membro di Libra Council deve versare almeno 10 milioni di dollari per costituire un solido patrimonio d’avvio per la nuova moneta, con l’associazione che punta a raggiungere i 100 iscritti entro il 2020;
  • realizzare l’infrastruttura tecnologica e finanziaria: il progetto è guidato principalmente da Facebook, con David Marcus (ex presidente di Paypal), forte della sua esperienza su Messenger e Blockchain, e Sunita Parasuram, precedente responsabile della tesoreria della società di Zuckerberg;
  • conquistare la fiducia di privati e imprese: i valori e le garanzie associati a nomi noti (soprattutto quelli del panorama finanziario, come Paypal, Visa e Mastercard) incoraggiano persone e aziende a usare questa nuova moneta digitale.

Libra non è certo il primo sistema di eMoney, si può mettere a confronto con i BitCoin e WeChat, l’applicazione per i pagamenti in Cina: a differenza dai primi, la criptovaluta di Facebook è una stablecoin e le transazioni saranno (almeno inizialmente) mediate e centralizzate, mentre rispetto a WeChat Libra non è legata a un singolo territorio nazionale.

La maggior stabilità, il supporto di Facebook e delle altre imprese dell’associazione, la portata globale e la semplicità d’uso rendono Libra un attore che ha il potenziale di cambiare l’economia mondiale, da tenere d’occhio nei prossimi anni.