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FTSE MIB e Azimut, crescite sorprendenti nel 2019


Nel 2019 il FTSE MIB ha vissuto un periodo di forte crescita, raggiungendo a novembre un picco di 23.782 punti rispetto ai 18.330 di gennaio, con un incremento di circa il 30% in poco meno di un anno.

Per cogliere pienamente l’importanza di questo traguardo, illustriamo brevemente le caratteristiche del FTSE MIB.

Il FTSE MIB (Financial Times Stock Exchange Milano Indice di Borsa) è operativo da giugno 2009, come risultato della fusione tra la Borsa italiana e il London Stock Exchange, ma formalmente è la prosecuzione del COMIT 30 (1992-2003) e del S&P MIB (2003-2009).

Oggi rappresenta circa l’80% della capitalizzazione del nostro mercato ed è quindi considerato il più significativo indice azionario italiano, racchiudendo le azioni di 40 tra le più importanti e influenti società del nostro Paese, come A2A, Campari, Enel, Eni, Ferrari, Fiat, Poste Italiane e Tenaris, per citarne alcune.

Queste azioni vengono selezionate con l’obiettivo di scattare una fotografia fedele del mercato italiano, così che gli investitori abbiano a disposizione un indice che funga da benchmark della reale situazione azionaria dell’Italia: includendo differenti settori in un paniere variegato, si possono così estendere verosimilmente le considerazioni sul FTSE MIB al mercato allargato.

In aggiunta a questo criterio fondante, ci sono diversi requisiti che le società devono soddisfare per essere incluse nel FTSE MIB:

  • essere negoziate sui MTA o MIV da almeno 20 giorni;
  • avere una capitalizzazione del mercato ponderata su base flottante non superiore al 15% dell’indice;
  • avere raggiunto una certa soglia di liquidità, dimostrata da almeno 3 mesi;
  • avere un flottante superiore al 5%.

Poiché i criteri di ammissione all’indice si basano su fattori variabili, nel corso degli anni la composizione delle 40 società ha subito numerose alterazioni: se una non è più in linea con i parametri stabiliti viene esclusa e ne viene selezionata un’altra che sia adeguata a livello finanziario e che rispetti la varietà del paniere.

Questo compito ricade sul FTSE Italia Index Serial Committee, che è incaricato anche di effettuare una revisione dei titoli ogni tre mesi (marzo, giugno, settembre, dicembre).

Dal 2010, Azimut Holding è stato incluso nel FTSE MIB, subentrando a Mondadori Editore a seguito della revisione trimestrale di marzo di quell’anno.

Già quotato sulla Borsa di Milano dal 2004, il Gruppo Azimut è così entrato a far parte delle 40 società più influenti per capitalizzazione del mercato azionario italiano, consolidando la sua posizione di più grande realtà finanziaria indipendente in Italia.

Così come lo è stato per il FTSE MIB, il 2019 è stato un anno di eccellenza anche per Azimut Holding, che rispetto a gennaio ha raggiunto tassi di crescita a 3 cifre fino a +148%, ben superiori a quelli delle altre aziende dell’indice.

A 15 anni dal debutto su Piazza Affari, il Gruppo Azimut si conferma un’importante realtà del panorama finanziario, che mette a disposizione i suoi oltre 1800 professionisti per aiutare gli investitori di tutto il mondo a trovare la rotta per accrescere il proprio capitale.

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